Agricoltura
La rubrica Agricoltura è uno spazio dedicato al mondo dell’agricoltura e del territorio. Notizie, iniziative e approfondimenti su agricoltura, ambiente, filiere locali e temi legati al lavoro degli agricoltori, con uno sguardo attento alla realtà locale e nazionale.
SCUOLA - BENESSERE IN MOVIMENTO: ALIMENTAZIONE, SPORT E TERRITORIO - PRESENTATO OGGI IL PROGETTO TRA COLDIRETTI BRESCIA E FONDAZIONE UNION BRESCIA
Il 3 settembre a Brescia la presentazione del nuovo progetto educativo che mette in relazione alimentazione, movimento, sport e territorio. Il sostegno della Provincia di Brescia accompagna un percorso che parte dalla scuola primaria e arriva, con una nuova formula, fino al campo da gioco.
Alimentazione, movimento, sport e conoscenza del territorio diventano parti di un unico percorso educativo. Nasce con questo obiettivo “Benessere in Movimento”, il progetto sviluppato da Coldiretti Brescia e Fondazione Union Brescia per accompagnare bambini e ragazzi verso scelte più consapevoli e corretti stili di vita.
L’iniziativa sarà presentata giovedì 3 settembre presso la Chiesa di San Giorgio a Brescia e nasce dall’incontro di due esperienze: da una parte il percorso che Coldiretti Brescia porta da anni nelle scuole della provincia sui temi dell’educazione alimentare, delle produzioni agricole e della conoscenza del territorio; dall’altra il contributo di Fondazione Union Brescia, che mette a disposizione competenze ed esperienze legate allo sport, al movimento e al calcio come strumenti educativi.
OGNI GOCCIA CONTA: DALLA SCIENZA ALL’INNOVAZIONE, LE RISPOSTE DELL’AGRICOLTURA MODERNA ALLA SFIDA DELL’ACQUA
A Orzinuovi il convegno promosso da Coldiretti Brescia nell’ambito della 78ª Fiera Regionale
Cambiamenti climatici, gestione della risorsa idrica, innovazione genetica, infrastrutture e capacità dell’agricoltura di adattarsi a scenari sempre più complessi. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Ogni goccia conta – Le risposte dell’agricoltura moderna”, promosso da Coldiretti Brescia e andato in scena ieri, venerdì 28 agosto alle ore 20.00 al Centro Culturale Aldo Moro di Orzinuovi, nell’ambito della 78ª Fiera Regionale di Orzinuovi.
COLDIRETTI DONNE BRESCIA: ALLA FIERA DI ORZINUOVI I PIÙ PICCOLI ALLA SCOPERTA DELL’AGRICOLTURA
Miele, lavanda, colori e creatività protagonisti questa mattina nei laboratori didattici organizzati da Coldiretti Donne Brescia
Agricoltura, natura e creatività protagoniste questa mattina presso lo stand di Coldiretti Brescia – in occasione della 78° Fiera Regionale di Orzinuovi, dove il gruppo Donne Coldiretti, insieme a Daniele Della Torre, apicoltore e agronomo di Condifesa Lombardia Nord Est e FuturAgri, ha organizzato una mattinata di laboratori didattici dedicati ai più piccoli, in collaborazione con la scuola dell’infanzia Perla Kids di Orzinuovi.
Suinicoltura, l’allarme di Confagricoltura Brescia: «Le Dop non bastano più, serve una super Dop. La strada è quella giusta, l’uso di antibiotici è calato del 64 per cento”
Il settore suinicolo sta attraversando una fase delicata, stretto tra pressione sui mercati, concorrenza internazionale, nuove richieste ambientali e sanitarie e costi produttivi, che restano più alti rispetto ai concorrenti esteri. Se n’è parlato nel convegno “Suinicoltura, facciamo il punto tra mercati, sanità animale e sostenibilità economica”, organizzato da Confagricoltura Brescia alla Fiera di Orzinuovi. Il confronto ha messo insieme allevatori, tecnici, istituzioni e filiera, con l’obiettivo di leggere le difficoltà di oggi e individuare le condizioni perché le imprese possano continuare a investire. Per Confagricoltura Brescia la priorità resta infatti tutelare la redditività degli allevamenti, continuando a migliorare su sanità, biosicurezza, benessere e riduzione dei farmaci.
MALTEMPO, COLDIRETTI BRESCIA: GRANDINE E VIOLENTE RAFFICHE DI VENTO, DANNI ALLE AZIENDE AGRICOLE
Una violenta ondata di maltempo ha colpito questa mattina, venerdì 28 agosto, una vasta area della provincia di Brescia, interessando in particolare i comuni di Rovato, Coccaglio, Chiari, Pontoglio, Palazzolo sull’Oglio, Castrezzato, la zona nord di Castelcovati, Brescia, Roncadelle, Torbole Casaglia e Ospitaletto. Grandine, accompagnata da fortissime raffiche di vento, ha investito in pochi minuti campagne e aziende agricole, provocando danni la cui entità è ancora in corso di valutazione.
Vendemmia 2026 al via in Franciacorta: raccolta anticipata, quantità in calo ma uve sane
Confagricoltura Brescia: “Annata anomala, segnata da grandine e caldo estremo. Fondamentale raccogliere ora per preservare acidità e qualità”
Prende ufficialmente il via la vendemmia 2026 in Franciacorta. Il primo grappolo è stato tagliato venerdì 31 luglio nella sede di Castello Bonomi a Coccaglio, durante una cerimonia organizzata da Confagricoltura Brescia per fare il punto sull’andamento della stagione e sulle prospettive del comparto vitivinicolo.
Quella del 2026 si preannuncia come una delle vendemmie più anticipate degli ultimi anni, dovuta soprattutto alle elevate temperature registrate sia a inizio stagione sia nelle ultime settimane e dai ripetuti eventi atmosferici estremi. La stagione era iniziata già con prospettive difficili, per il caldo dei mesi primaverili, che ha portato a una rapida maturazione della pianta. A seguire, diverse aree della Franciacorta sono state interessate da ripetute grandinate, in alcuni casi fino a cinque episodi. Gli eventi hanno colpito il territorio in maniera disomogenea, seguendo fasce circoscritte e provocando danni differenti da vigneto a vigneto. Alle grandinate si sono aggiunte due-tre intense ondate di calore, con temperature vicine ai 40 gradi. Un andamento climatico anomalo, che ha accelerato la maturazione anche nelle aree tradizionalmente più fresche e normalmente tra le ultime a essere vendemmiate.
“Dopo trent’anni di vendemmie in Franciacorta – dichiara Gianluigi Vimercati, vicepresidente di Confagricoltura Brescia – nel 2026 anticipiamo di diversi giorni la raccolta. Senza quest’ultima diecina di giorni di temperature estreme, che hanno di fatto bloccato la maturazione, saremmo probabilmente partiti intorno al 10 agosto, una data più consueta. Il caldo fa diminuire rapidamente l’acidità e aumentare il grado zuccherino: per le basi spumante è quindi necessario intervenire tempestivamente, raccogliendo un prodotto sano e con un equilibrio ancora ottimale. I numeri li vedremo quando tutta l’uva sarà in cantina, lo scorso anno era stata comunque un’annata piena con buone giacenze e avevamo tenuto delle riserve. Quest’anno la stima potrebbe essere un calo dal 20 al 30 per cento”. Le prime operazioni di raccolta iniziano oggi, 31 luglio, con le preparazioni in vigna, una quota significativa delle cantine entrerà nei vigneti dal 3 agosto e, nella settimana, la vendemmia sarà avviata in tutta la Franciacorta.
Sul fronte produttivo, le prime valutazioni indicano una riduzione delle quantità, in particolare nelle aree maggiormente colpite dalla grandine. Le stime sono ancora prudenti, ma la perdita media potrebbe attestarsi, come deto, tra il 20 e il 30 per cento. Alla minore presenza di grappoli si aggiunge una resa in mosto potenzialmente più bassa, perché la siccità e il caldo hanno limitato l’accrescimento degli acini. Le uve si presentano tuttavia generalmente sane e prive di particolari problemi fitosanitari. La grandine, essendo intervenuta in molti casi nelle prime fasi di sviluppo del grappolo, ha prodotto soprattutto un danno quantitativo, senza compromettere in modo significativo la qualità. “Nei vigneti colpiti abbiamo un carico inferiore – spiega Sabrina Gozio, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Brescia –, ma le uve sono sane. Le piogge invernali hanno permesso alle piante adulte, dotate di apparati radicali profondi, di affrontare meglio la siccità. Maggiori difficoltà si sono registrate nei vigneti giovani e nei nuovi impianti. Siamo comunque fiduciosi: nei terreni non colpiti il carico è buono e le premesse qualitative sono positive. Ma la valutazione definitiva potrà però essere fatta soltanto quando l’uva arriverà in cantina”.
Le alte temperature condizioneranno anche l’organizzazione del lavoro. Per tutelare gli operatori e preservare la qualità dei grappoli sarà necessario concentrare la raccolta nelle ore più fresche della giornata, interrompendo le operazioni nel primo pomeriggio. Il conferimento di uve eccessivamente calde, infatti, richiederebbe un successivo raffreddamento prima della lavorazione. La vendemmia potrebbe quindi procedere con ritmi più contenuti, ma senza particolari interruzioni. In molte aziende della Franciacorta la parte principale della raccolta dovrebbe concludersi prima di Ferragosto.
Confagricoltura Brescia richiama, più in generale, l’attenzione sulla situazione del settore vitivinicolo. Il mercato delle produzioni bresciane continua a mostrare una buona capacità di tenuta, con il Franciacorta che si conferma solido nel segmento delle bollicine di alta gamma, ma anche il Lugana mantiene risultati positivi. Le produzioni più di nicchia e identitarie, come Botticino, Capriano del Colle e i vini della Vallecamonica, sembrano risentire meno delle difficoltà che interessano il comparto vitivinicolo nazionale. “Siamo in un periodo storico molto delicato per la viticoltura – conclude Vimercati –. Il mercato bresciano sta tenendo grazie alla qualità e alla riconoscibilità delle nostre denominazioni, ma il settore deve essere seguito con grande attenzione. Il ruolo di Confagricoltura Brescia è sostenere le aziende sul piano tecnico, affrontare le criticità climatiche e alleggerire una burocrazia che sottrae tempo al lavoro nei vigneti e nelle cantine. Proseguiremo nei prossimi mesi il confronto con gli imprenditori e con le istituzioni, promuovendo anche, anche con approfondimenti dedicati alle prospettive del mondo del vino bresciano”.
Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Roberto Paladin, titolare della cantina Castello Bonomi e socio di Confagricoltura Brescia: “Quella che inauguriamo è una vendemmia che richiederà precisione, con raccolte parcellizzate in funzione delle caratteristiche di ogni singolo vigneto, capacità di osservazione e scelte puntuali. L'annata è stata caratterizzata da un netto anticipo dello sviluppo della vite già a partire dalla primavera -. Il grande caldo di giugno ha accelerato ulteriormente le fasi fenologiche e la prolungata siccità ha sottoposto le piante a una prova importante. Dal punto di vista qualitativo, saranno proprio le vigne più vecchie, situate nelle zone più elevate e favorite da significative escursioni termiche, a regalarci le soddisfazioni maggiori. Questa vendemmia ci invita anche a riflettere: sarà fondamentale comprendere se gli eccessi climatici che stiamo osservando rappresentino una nuova normalità, con cui dovremo confrontarci, o se si tratti di eventi straordinari. In ogni caso, sarà sempre più determinante saper leggere il vigneto e adattare le nostre scelte agronomiche alle condizioni di ogni annata”.
Brescia, 31 luglio 2026
Agridifesa approva il bilancio 2025 con associati in crescita, Scalmana confermato presidente
L’assemblea del consorzio Agridifesa Italia ha approvato il bilancio consuntivo dell’esercizio 2025 e rinnovato gli organi sociali per il quadriennio 2026-2029. Oscar Scalmana, già presidente di Confagricoltura Brescia, è stato confermato alla presidenza, con il mandato di proseguire nel percorso di consolidamento finanziario e di rafforzamento dei servizi per le imprese agricole associate. Il bilancio fotografa un esercizio condizionato dalle difficoltà che continuano a interessare il sistema della gestione del rischio: ritardi nell’erogazione dei contributi pubblici, riduzione dei margini delle aziende agricole, incertezze normative e contrazione del numero delle imprese assicurate a livello nazionale. In questo scenario, Agridifesa ha però chiuso il 2025 mantenendo l’equilibrio dei conti e rafforzando la propria base associativa. I soci sono saliti da 4.007 a 4.115, con un aumento del 3 per cento sul 2024, mentre le aziende assicurate sono state 1.915. Il valore complessivo delle produzioni coperte ha raggiunto 378,5 milioni di euro: 262,75 milioni nel comparto vegetale, 72,6 milioni nella zootecnia e oltre 43 milioni nelle strutture. I premi assicurativi gestiti sono stati pari a 24,39 milioni, attraverso convenzioni stipulate con 19 compagnie.
“Il 2025 è stato un anno complesso – dichiara il presidente Oscar Scalmana –, segnato dalle difficoltà delle aziende agricole e dalle incertezze legate ai contributi e alle nuove procedure di gestione del rischio. Agridifesa ha affrontato questa fase con serenità, adattando le contribuzioni associative e le scadenze alle esigenze degli associati, intensificando il recupero dei crediti e mantenendo sotto controllo la gestione finanziaria. La mia conferma rappresenta uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione nel lavoro avviato. Ora dobbiamo continuare a garantire agli imprenditori agricoli strumenti assicurativi e mutualistici efficaci e adeguati a un contesto caratterizzato da eventi climatici sempre più intensi”. Nel 2025 la tariffa media applicata alle colture dal consorzio si è attestata all’8,43 per cento, al di sotto della media nazionale. Nel comparto vegetale gli indennizzi hanno superato i 9,3 milioni di euro, ai quali si aggiungono 1,09 milioni per la zootecnia e oltre 88 mila euro per le strutture.
Il bilancio del 2025 segna un utile di seimila euro, pareggiando a quasi 25 milioni e mezzo (lo scorso anno era stato di circa 28 milioni e mezzo e nel 2023 di 24 milioni). “Nel 2026 puntiamo alla stabilizzazione dei soci e dei valori assicurati, al miglioramento dell’assistenza tecnica e peritale, all’ottimizzazione delle pratiche contributive e alla riduzione dei tempi di incasso – aggiunge Scalmana. Il nostro impegno è rivolto alla protezione del reddito delle imprese agricole, al dialogo con le istituzioni e al monitoraggio costante dell’evoluzione della gestione del rischio. Vogliamo accompagnare ogni azienda nelle esigenze specifiche, rafforzando il rapporto di fiducia con gli associati e contribuendo alla sostenibilità economica dell’agricoltura”. I dati provvisori al 30 giugno indicano una crescita degli associati fino a 4.308, il 5% in più rispetto alla chiusura del 2025, e un aumento del 7% del valore assicurato nel settore zootecnico.
Brescia, 24 luglio 2026
Maltempo: grandine devasta le campagne della Bassa bresciana
Coldiretti Brescia: danni fino al 90% al mais, colpite anche soia, fotovoltaico e strutture aziendali: scatta la solidarietà tra agricoltori
La violenta grandinata che all'alba di questa mattina ha colpito la Bassa bresciana ha lasciato dietro di sé una pesante scia di danni nelle campagne, con il comparto agricolo che ancora una volta paga il conto degli eventi climatici estremi. È quanto emerge dal primo monitoraggio di Coldiretti Brescia, che segnala le situazioni più critiche nell’area compresa tra Leno, Pralboino, Gambara, Remedello, Isorella, Gottolengo e nei comuni limitrofi. Il bilancio provvisorio parla di campi di mais completamente tritati dalla grandine, danni alle coltivazioni di soia, coperture aziendali danneggiate e, in un’azienda agricola di Gambara, anche impianti fotovoltaici gravemente colpiti dalla violenza del temporale.
“Nella zona a nord-ovest di Leno i danni sono stati più contenuti, la grandine, di dimensioni ridotte, ha provocato soprattutto la rottura delle foglie del mais – racconta Marco Cannobbio, giovane imprenditore di Leno - la situazione cambia completamente spostandosi a sud-ovest del paese, nelle campagne che interessano anche la frazione di Castelletto di Leno e i comuni di Gottolengo e Gambara, dove i danni sono decisamente più gravi. Ci sono appezzamenti in cui il mais è stato compromesso fino al 90%: le piante sono state letteralmente devastate dalla grandine e sarà difficile che riescano a completare la maturazione. In molti altri campi stimiamo perdite comprese tra il 50 e il 60% della produzione. Le immagini che stiamo raccogliendo mostrano coltivazioni praticamente azzerate”.
Accanto alla conta dei danni emerge però anche il volto più autentico del mondo agricolo, numerosi imprenditori agricoli delle aree meno colpite si sono attivati per offrire supporto alle aziende che hanno visto compromessi i raccolti, mettendo a disposizione foraggio e manifestando la propria disponibilità ad aiutare chi rischia di trovarsi in difficoltà nell’alimentazione del bestiame.
«È in momenti come questi che emerge il vero spirito della nostra agricoltura – dichiara Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia – oltre alla gravità dei danni, che stiamo ancora quantificando, colpisce la rete di solidarietà che si è attivata spontaneamente tra gli imprenditori agricoli, c’è chi ha perso quasi completamente il raccolto destinato all’alimentazione degli animali e, già dalle prime ore dopo la grandinata, altri allevatori e agricoltori si sono messi a disposizione per condividere foraggio e dare un aiuto concreto. È un esempio di mutualità che rappresenta uno dei valori più importanti del nostro settore.»
I tecnici di Coldiretti Brescia stanno proseguendo i sopralluoghi nelle aziende agricole per completare la ricognizione dei danni, che riguardano non solo le colture in campo, ma anche strutture aziendali e impianti. L’ennesimo episodio conferma come gli eventi atmosferici estremi siano sempre più frequenti e violenti, mettendo a rischio la redditività delle imprese agricole e la produzione di cibo sul territorio.
AMBIENTE: COLDIRETTI/FILIERA ITALIA, STOP CORTE COSTITUZIONALE A FOTOVOLTAICO SELVAGGIO DIFENDE PRODUZIONE ALIMENTARE
Lo stop della Corte Costituzionale al fotovoltaico selvaggio che sottrare ettari di terreni fertili alla produzione alimentare rappresenta una vittoria per agricoltori e cittadini e dimostra come sia possibile contribuire alla transizione ecologica senza sottrarre nemmeno un metro quadro di suolo alle coltivazioni. Ad affermarlo è la Coldiretti nel commentare la sentenza della Corte Costituzionale che conferma di fatto il divieto di installazione dei pannelli a terra inserito nel decreto Agricoltura e fortemente sostenuto da Coldiretti e Filiera Italia.
L’installazione indiscriminata di ettari di fotovoltaico sui terreni, con tecnologie industriali mascherate da impianti agrivoltaici, ha avuto in questi anni l’effetto di sottrarre terreno agricolo alla sua naturale vocazione produttiva, aumentando il consumo di suolo.
Lo stop della Consulta conferma – rilevano Coldiretti e Filiera Italia – la scelta di puntare su soluzioni innovative, dagli impianti installati sui tetti all’agrivoltaico sostenibile, con pannelli elevati da terra che permettono la coesistenza tra produzione di energia e attività agricola. In tale ottica un ruolo chiave può essere svolto dalle comunità energetiche,.
Questi modelli virtuosi non solo rispettano l’ambiente, ma – concludono le due organizzazioni - generano nuove opportunità di reddito per gli agricoltori, migliorando al contempo la resilienza delle colture e contribuendo alla valorizzazione del territorio. Si tratta di un approccio integrato che unisce sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico locale.
Emergenza idrica, Scalmana (Confagricoltura Brescia): “Agricoltura bresciana sotto pressione, a rischio raccolti, seconde semine e allevamenti. Timori per i prezzi in autunno”
La carenza idrica e le temperature elevate stanno mettendo sotto forte pressione le aziende agricole bresciane. Una criticità già evidente nei mesi scorsi, ma aggravata con l’avanzare dell’estate e dal caldo estremo. Le condizioni del Sebino e dell’Eridio restano particolarmente delicate e, senza un cambio di scenario, le riserve destinate all’agricoltura rischiano di non garantire la fine della stagione. “Non siamo davanti a una difficoltà ordinaria, ma a un’emergenza in grado di compromettere l’intera stagione agricola – sottolinea il presidente di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana –. Le imprese hanno già sostenuto costi elevati per semine, irrigazioni, energia e manodopera. Se l’acqua viene a mancare nelle settimane decisive, si mettono davvero a rischio le produzioni”.
Molte aziende agricole bresciane, da giorni, stanno valutando di non seminare il secondo raccolto, operazioni che, generalmente, vengono avviate ai primi di luglio. “Senza garanzie sull’acqua – osserva Scalmana – occorre dare priorità ai primi raccolti e valutare con prudenza le seconde semine. Molti nostri soci hanno già scelto di non procedere e per noi agricoltori è rinnegare la nostra vera essenza. Senza dire poi che, senza il secondo raccolto, in autunno saremo costretti a importare più prodotti, con un naturale aumento vertiginoso dei prezzi dei prodotti agricoli”.
Mais, foraggi, orticole, frutteti, vigneti e oliveti sono tra i comparti più esposti, ma anche gli allevamenti subiscono gli effetti del caldo, con maggiore stress animale, incremento dei costi e possibili cali produttivi di latte. Il problema riguarda quindi non solo i raccolti, ma l’equilibrio delle filiere zootecniche e delle produzioni Dop, dipendenti dalla disponibilità di mais e foraggi locali.
Per Confagricoltura Brescia l’emergenza di oggi deve tradursi in un cambio strutturale, a partire dalla gestione dei grandi bacini naturali. “Abbiamo tre laghi – aggiunge Oscar Scalmana -, non serve solo costruire nuovi invasi, ma governare meglio quelli esistenti. Il primo aprile, quando l’acqua passa in gestione al comparto agricolo, i laghi non possono arrivare quasi vuoti. Serve un confronto stabile con gli enti regolatori e con i gestori idroelettrici sui rilasci invernali e dare seguito alla proposta di cederli prima. Per questo, credo che il tavolo regionale permanente sull’acqua dovrebbe proseguire anche dopo la crisi con un momento di conciliazione tra i diversi attori. Occorrerebbe inoltre semplificare l’iter per la concessione di nuovi pozzi e varare un Piano straordinario delle acque. Va sostenuta anche la diffusione di sistemi irrigui efficienti come pivot, goccia a goccia e tecniche di precisione, che richiedono però incentivi mirati”.
Brescia, 16 luglio 2026