Caro energia: focus del governo su trasporti, pmi e famiglie fragili
Previste misure su credito d’imposta per l’autotrasporto, sostegni alle imprese e estensione della card “Dedicata a te”. Nodo coperture legato all’extragettito Iva. Confcommercio: "Nessun allarmismo, ma la guerra non può diventare pretesto per fare cassa”.
Nelle ultime ore il dossier energia è tornato al centro dell’agenda del governo, spinto dall’accelerazione dei prezzi di petrolio e gas legata alle tensioni in Medio Oriente. Il rialzo dei carburanti, con il diesel sui livelli più alti degli ultimi anni, ha riacceso le preoccupazioni sull’impatto a catena su trasporti, inflazione e costi industriali, portando l’esecutivo ad accelerare il lavoro su un pacchetto di interventi. L’orientamento è quello di evitare misure generalizzate e puntare invece su aiuti mirati. Tra le ipotesi più concrete c’è il rafforzamento del sostegno all’autotrasporto, con un credito d’imposta sul gasolio, e nuovi interventi a favore delle piccole e medie imprese per alleggerire il peso delle bollette energetiche. Sul fronte sociale si fa strada l’idea di ampliare gli strumenti già esistenti. In particolare, viene valutato un potenziamento della carta “Dedicata a te”, sia aumentando le risorse disponibili sia estendendone l’utilizzo anche ai carburanti, replicando in parte lo schema già sperimentato lo scorso anno. Resta invece in secondo piano l’ipotesi di un taglio delle accise, giudicato poco efficace nel contenere l’inflazione e troppo oneroso per i conti pubblici. La linea prevalente, ribadita anche nelle ultime interlocuzioni, è quella di concentrare le risorse su interventi selettivi a favore dei soggetti più esposti al caro energia.
Dal punto di vista dei tempi, le misure non sono imminenti: l’obiettivo resta un primo via libera entro una decina di giorni, dopo le necessarie verifiche sulle coperture finanziarie. In questo senso è decisivo il monitoraggio dell’extragettito Iva legato all’aumento dei carburanti, che potrebbe contribuire a finanziare il pacchetto. Intanto, anche a livello europeo si mantiene alta l’attenzione sull’evoluzione dei prezzi energetici. Al momento non sono previste iniziative straordinarie coordinate, ma il tema sarà al centro delle prossime riunioni Ue, mentre i governi nazionali si muovono in ordine sparso per contenere gli effetti economici della crisi.
Confcommercio: "nessun allarmismo, ma la guerra non può diventare pretesto per fare cassa”
Di fronte ai recenti rincari della benzina e del gasolio legati alla crisi in Medio Oriente, Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, ha osservato che l'aumento dei prezzi non deve diventare una forma di speculazione "anche perché, se il prodotto c’è e le riserve tengono, eventuali aumenti incontrollati dei prezzi, in particolare per il gasolio, non hanno alcuna giustificazione. Nessun allarmismo, quindi, ma la guerra in Iran non può e non deve diventare un pretesto per fare cassa”.
“Pur in un quadro di grave tensione in Medio Oriente – ha proseguito Russo – è fondamentale mantenere un approccio improntato a equilibrio e responsabilità. In presenza di condizioni di approvvigionamento regolari e di un quadro che, allo stato, non presenta elementi tali da compromettere la disponibilità del prodotto, non vi sono ragioni per alimentare aumenti dei prezzi non coerenti con l’andamento reale del mercato”.
“Serve una linea chiara da parte delle istituzioni. Per questo abbiamo chiesto al Governo di intervenire per evitare che il clima di incertezza internazionale si traduca in tensioni speculative che finirebbero per gravare sulle imprese – in particolare quelle del trasporto e della logistica – e, più in generale, sull’intero sistema economico. È evidente che qualora il quadro di crisi dovesse protrarsi – ha concluso il vicepresidente di Confcommercio – sarà opportuno valutare interventi mirati, come fatto durante la crisi energetica nel 2022, a sostegno dei comparti maggiormente esposti, come le attività legate alla mobilità delle merci e delle persone, oltre alle filiere logistiche e distributive, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per il Paese”.
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