Servizi di vicinato, l’Alto Adige rafforza gli interventi straordinari
Positivo il commento dell’Unione commercio turismo servizi: “un servizio fondamentale per la comunità. I nuovi criteri introducono miglioramenti significativi e ulteriori possibilità di contributo”.
Con la fino al 2028 deliberati la Giunta provinciale dell’Alto Adige ha prorogato e potenziato lo scorso 26 giugno gli interventi straordinari a favore dei servizi di vicinato, un segnale importante per la tutela dell’approvvigionamento di base nelle zone rurali e strutturalmente svantaggiate. L’Unione commercio turismo servizi Alto Adige accoglie con favore le modifiche apportate, in particolare perché nei nuovi criteri sono confluite esigenze centrali delle imprese. La revisione rappresenta infatti, secondo l’Associazione, un miglioramento tangibile per le aziende. “Il fatto che siano stati attuati miglioramenti sostanziali dimostra quanto sia importante il confronto diretto tra politica ed economia. I nuovi criteri rispondono molto meglio alle reali sfide delle imprese”, sottolinea il presidente Philipp Moser.
Il miglioramento principale: ampliamento della soglia di fatturato, più imprese possono accedere ai contributi
Una novità rilevante riguarda i criteri economici di accesso: il volume d'affari medio annuo ai fini Iva realizzato negli ultimi tre anni è stato aumentato da 450mila a 600mila euro. Questo ampliamento consente a un numero significativamente maggiore di imprese di accedere ai contributi, una richiesta avanzata da tempo dall’Unione.
I nuovi interventi di sostegno creano nuove prospettive
I nuovi criteri tengono conto anche dei cambiamenti strutturali e introducono ulteriori tipologie di intervento:
- container di vendita come soluzione innovativa e digitalizzata per garantire il servizio in località remote prive di esercizi commerciali;
- contributi per la rilevazione di attività esistenti, per favorire il passaggio generazionale dei servizi di vicinato.
Secondo l’Unione, questi strumenti sono fondamentali per preservare le strutture esistenti, favorire nuovi modelli economici orientati al futuro e garantire nel lungo periodo il servizio di vicinato.
Contributi differenziati
Il sostegno finanziario è stato così ridefinito:
· fino a 13mila euro all’anno per il mantenimento dell’attività, con possibilità di aumento fino a 15mila in presenza di servizi aggiuntivi come consegna a domicilio o assortimento di prodotti locali;
· contributo una tantum fino a 20mila euro per l’apertura o la rilevazione di un esercizio;
· nuovi contributi per i container di vendita:
o fino a 10mila euro per la realizzazione;
o fino a 8mila euro annui per la gestione.
Secondo l’Unione, queste misure rafforzano in modo mirato la sostenibilità economica delle strutture di vicinato.
Procedure semplificate e scadenze uniformi
Per tutti gli ambiti di intervento – apertura, mantenimento, container e rilevazioni – è prevista una scadenza unica al 31 agosto di ogni anno. L’uniformazione delle scadenze e l’applicazione dei nuovi criteri anche alle domande già presentate a partire dal primo gennaio 2026 aumentano, secondo l’Unione, la sicurezza nella pianificazione per le imprese e facilitano l’accesso ai contributi.
L’Unione: il servizio di vicinato resta una priorità strategica
Per l’Unione è chiaro che la tutela del servizio di vicinato rappresenta una sfida centrale sotto il profilo economico e sociale. “I servizi di vicinato sono molto più di semplici punti vendita: sono luoghi di incontro, fornitori di servizi e una componente indispensabile dell’infrastruttura locale. In particolare, nei piccoli centri garantiscono qualità della vita e coesione sociale”, afferma Moser. Allo stesso tempo, l’Associazione sottolinea la necessità di un continuo sviluppo degli strumenti: “Gli adeguamenti attuali rappresentano un passo importante. Sarà fondamentale continuare a monitorare da vicino l’evoluzione e adattare costantemente gli strumenti alla realtà delle imprese”, conclude il presidente dell’Unione.
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